TECNOLOGIE PER LA CURA: LA SPERIMENTAZIONE METASALUTE
Sensori IoT, realtà virtuale e intelligenza artificiale al fianco della fragilità per il welfare di prossimità
Nelle strutture residenziali del territorio pesarese sta prendendo forma un nuovo modo di prendersi cura delle persone fragili. Sensori discreti che vegliano sulla sicurezza, visori che trasformano la stimolazione cognitiva in esperienza immersiva, algoritmi intelligenti che anticipano situazioni di rischio. È la sperimentazione Metasalute: un ecosistema integrato di tecnologie assistive che sta ridefinendo i confini tra cura tradizionale e innovazione digitale.
Il progetto Metasalute è sviluppato da Labirinto Cooperativa Sociale – da oltre 40 anni punto di riferimento nel territorio marchigiano per i servizi alla persona – in partenariato con Micro Center e Ageing Tech e con la consulenza dell’Università Politecnica delle Marche. Il progetto è finanziato dalla Regione Marche attraverso il PR FESR 2021/27 nell’ambito della specializzazione intelligente regionale.
La validazione nell’ambito del progetto PINQuA
La sperimentazione Metasalute è stata monitorata e validata nell’ambito del progetto “Servizi Welfare – Smart City”, intervento finanziato dal programma nazionale PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare) che sta progettando un modello innovativo di welfare urbano a Pesaro delineando Pesaro Hub: un ecosistema che integra spazi fisici e piattaforme digitali per rendere i servizi più accessibili, partecipativi e inclusivi.
Tra settembre e ottobre 2025, 15 operatori – educatori professionali (40%), OSS (27%), coordinatori di servizio (20%) – hanno validato i servizi che le tecnologie Metasalute consentono di fornire attraverso PEOPLE, la web app per la partecipazione attiva e la co-progettazione. PEOPLE stessa è una web app in fase di testing e sperimentazione nell’ambito del PINQuA, rappresentando un esempio concreto dell’approccio phygital (fisico+ digitale) che caratterizza Pesaro Hub: gli operatori hanno testato contemporaneamente i servizi di tecno-assistenza e lo strumento digitale di partecipazione.
Questo approccio metodologico – validare tecnologie assistive attraverso una piattaforma partecipativa, coinvolgendo direttamente chi lavora quotidianamente nella cura – trasforma gli operatori in co-progettisti attivi, non semplici esecutori. Un processo di apprendimento collettivo che privilegia l’ascolto di chi è in prima linea.
Le strutture della sperimentazione: una filiera assistenziale completa
Labirinto Cooperativa Sociale opera con una filiera assistenziale integrata che va dal domicilio ai centri diurni alle residenze, con équipe multidisciplinari che comprendono infermieri, fisioterapisti, psicomotricisti, logopedisti, psicologi, educatori, operatori sociosanitari (OSS) e assistenti sociali. Questa varietà di competenze garantisce risposte diversificate secondo le specifiche necessità di ogni persona.
La sperimentazione degli ausili e delle tecnologie Metasalute sta avvenendo in tre contesti rappresentativi della filiera:
Casa Giona (Pesaro): residenza per anziani con assistenza sociosanitaria h24, dove le tecnologie vengono testate in un contesto di cura continuativa
Appartamenti “Dopo di Noi”: soluzioni abitative per l’autonomia di persone con disabilità, dove le tecnologie supportano percorsi di vita indipendente con assistenza mirata
Spazi “Prove di volo”: appartamenti dedicati a percorsi di autonomia abitativa, dove le tecnologie accompagnano la transizione verso forme di vita più autonome
Questa distribuzione territoriale consente di testare le tecnologie del progetto Metasalute in ambienti con diversi livelli di intensità assistenziale: dalle strutture con supporto continuativo agli spazi dove l’obiettivo è massimizzare l’autonomia con assistenza limitata.
Un sistema tecnologico integrato
Metasalute è ecosistema di tecnologie complementari che dialogano tra loro. La sensoristica IoT, sviluppata da Ageing Tech, monitora parametri ambientali e fisiologici in modo non invasivo: temperatura, umidità, qualità dell’aria, movimenti, rilevazione cadute. I dati raccolti alimentano algoritmi di intelligenza artificiale che riconoscono pattern e segnalano tempestivamente situazioni critiche attraverso una dashboard integrata per gli operatori.
Il sistema di realtà virtuale VR Care, progettato da Micro Center, aggiunge un’altra dimensione: serious game pensati per la stimolazione cognitiva, la riduzione dell’ansia e la socializzazione. Esperienze immersive che aprono nuove possibilità terapeutiche.
La sperimentazione sta avvenendo in contesti diversificati – strutture residenziali con assistenza h24 e appartamenti per l’autonomia – permettendo di valutare l’efficacia delle tecnologie in ambienti con diversi livelli di intensità assistenziale.
Sicurezza e tempestività: i risultati della validazione
Dalla validazione dei servizi in fase di sperimentazione emerge che gli operatori riconoscono particolare valore ai dispositivi di sicurezza. Il sistema di rilevazione cadute è stato valutato 4,2 su 5 per l’utilità percepita, seguito dal monitoraggio dei parametri quotidiani (4,1/5) e dai sensori di movimento (4,0/5). Punteggi che indicano come questi strumenti rispondano a esigenze concrete del lavoro assistenziale.
“La tempestività degli alert ci permette di intervenire prima che una situazione diventi critica”, spiega un coordinatore. Un cambio di paradigma nel lavoro di cura.
Ma l’impatto va oltre la sicurezza. Più della metà degli operatori (53%) ha rilevato un miglioramento dell’autonomia degli utenti. La tecnologia non sostituisce l’accompagnamento umano: lo potenzia, liberando tempo per relazioni più ricche e meno orientate al controllo.
L’esperienza della realtà virtuale
VR Care, il sistema di realtà virtuale per stimolazione cognitiva, sta mostrando risultati promettenti. Gli operatori ne riconoscono l’utilità nella riduzione degli stati d’ansia e agitazione (3,8/5), nella stimolazione cognitiva (3,7/5) e nella socializzazione (3,5/5).
Il 40% degli operatori ha notato un coinvolgimento significativo degli utenti durante le sessioni. “Vedere persone che normalmente sono molto chiuse aprirsi durante l’esperienza immersiva è interessante”, racconta un’educatrice. “La realtà virtuale può facilitare alcune forme di interazione che con le attività tradizionali risultano più difficili“.
Formazione e presenza umana
La validazione ha evidenziato come l’efficacia di queste tecnologie innovative dipenda strettamente dalla formazione degli operatori che le utilizzano. Il messaggio è chiaro: l’innovazione tecnologica funziona quando si accompagna alla presenza umana indispensabile al fianco delle persone fragili, integrando competenze digitali e relazione di cura. “I dispositivi Metasalute funzionano quando c’è un operatore che sa interpretare i dati e trasformarli in azioni di cura“, conferma un responsabile di servizio
Il contributo a Pesaro Hub
Il senso della sperimentazione Metasalute nel modello Pesaro Hub è duplice: da un lato validare un modello che progetta di integrare un nuovo welfare digitale nei servizi di prossimità già attivi nelle strutture del territorio, dall’altro sperimentare come gli hub fisici di comunità possano diventare luoghi dove testare e conoscere tecnologie della salute che supportano le persone sia nelle strutture residenziali che nelle proprie case.
Il 60% degli operatori ritiene che il sistema possa essere esteso ad altri contesti, confermando la replicabilità dell’approccio.
Il monitoraggio della sperimentazione delle tecnologie smart contribuisce alla definizione del modello operativo del community hub Pesaro hub che prevede di integrare servizi welfare, abitativi e culturali nel centro storico. Un esempio concreto di come welfare tradizionale e innovazione digitale possano incontrarsi in spazi di prossimità accessibili
Tecnologia e cura
I risultati della validazione – dispositivi di sicurezza efficaci (4,2/5), tempestività negli interventi (3,9/5), contributo alla qualità della vita (3,8/5) – indicano che l’integrazione tra tecnologia e cura è un percorso realizzabile, ma rappresenta una sfida che richiede la volontà di tutti gli attori coinvolti di mettersi in gioco: operatori con nuove competenze digitali, decisori pubblici con politiche innovative, partner tecnologici in ascolto delle esigenze reali della cura.
La sperimentazione conferma che le tecnologie assistive funzionano quando sono progettate con le persone, non solo per le persone. Quando l’innovazione parte dall’ascolto degli operatori e si adatta continuamente ai contesti reali.
Per Pesaro Hub, questa è la lezione principale: testare in contesti reali, raccogliere feedback, integrare tecnologia e assistenza. Costruire servizi con chi ogni giorno si occupa della cura.
